Storia e tradizione

Nel paese della cultura

Da presidio romano a capitale dell’impero romano d’occidente
Da Ravenna bizantina a Ravenna esarcale
Per oltre 2000 anni città d’acqua, base navale, capitale politica e metropoli ecclesiastica ricchissima di opere d’arte e nominata perciò
PATRIMONIO DELL’UMANITA’
A Ravenna, potete trovare un tesoro di arte e cultura.

B&B Guidarello Ravenna - Storia

Resti risalenti a 3000 anni fa sono stati rinvenuti nel nostro sottosuolo. L’antico scrittore Strabone, vissuto più di 2000 anni fa, scrisse su Ravenna le seguenti parole: «E’ stato detto che Ravenna è stata fondata dai Tessali che, non tollerando le prepotenze dei Tirreni, spontaneamente accolsero gli Umbri, che ancora oggi abitano nella città mentre loro se ne tornarono in patria.». I luoghi erano allora molto inospitali: costruita su palafitte e circondata interamente da paludi, Ravenna è stata risanata durante l’arco di molti secoli. Fu abitata dagli Etruschi e poi dai Romani, i quali diedero a Ravenna prestigio e lustro, prima con Giulio Cesare poi con l’Imperatore Ottaviano Augusto che volle la costruzione del Porto di Classe, divenuto poi porto militare e commerciale. La città, non distante dal porto di Classe, assunse la forma di “Castrum Romano” (accampamento militare) e sotto l’impero dAugusto prima, e di Claudio e Traiano poi, fu costruita una grossa muraglia a difesa della città i cui resti rimangono visibili tutt’oggi. Ravenna ha sempre avuto problemi di subsidenza, e i resti di epoca romana si trovano a 6-7 metri sotto il livello stradale, perfettamente conservati.
La diffusione del Cristianesimo si ebbe sotto l’impero di Augusto quando a Betlemme nacque Gesù. La sua religione fu portata a Roma da Pietro che aveva al suo seguito un giovane di nome Apollinare, il quale lavorò per trenta anni tra Ravenna e Classe al fine di diffondere il Cristianesimo. Apollinare fu perseguitato dai sacerdoti pagani, ucciso a colpi di pietra e seppellito a Classe il 23 Luglio dell’anno 74 d.C. Diventerà poi il Santo Patrono della città di Ravenna e oggi è molto visitata a Classe la Basilica a lui dedicata. Decaduto l’Impero Romano, anche Ravenna visse un periodo di decadenza. Successivamente nel 402 d.C. Onorio abbandonò Milano per rifugiarsi a Ravenna, che fu scelta per diventare la capitale dell’Impero Romano d’Occidente, che durò solo fino al 476 d.C. quando Odoacre capo degli Eruli scese in Italia, prese Ravenna e depose l’Imperatore Romolo Augustolo. Nel periodo dell’Impero iniziato con Onorio, Ravenna fu la sede designata di storie importanti come le vicende di Galla Placidia e la nascita della Chiesa di San Giovanni Evangelista, voluta dalla stessa Galla Placidia.
Odoacre regnò in Italia per circa 17 anni, rispettò la religione cattolica e distribuì le terre ai contadini. Fu però sgozzato da Teodorico il quale dopo aver messo sotto assedio la città di Ravenna per 3 anni, vi si insediò e non volle condividere il trono con nessuno. Teodorico venne riconosciuto Re dei Romani e dei Goti dall’Imperatore d’Oriente e per 30 anni governò in pace. Divenuto vecchio, designò suo nipote Atalarico di 10 anni come suo successore. La convivenza tra i popoli di varie origini divenne molto tesa tanto che con l’uccisione di Amalasunta, madre di Atalarico, l’Imperatore di Bisanzio Giustiniano decise di scendere in Italia per conquistare Ravenna ed includerla nell’Impero Bizantino. In tutta l’Italia le città vennero distrutte e saccheggiate ma Giustiniano ebbe un occhio di riguardo per Ravenna, che fu abbellita con mosaici e monumenti. Infine l’imperatore sposò Teodora, che da ballerina divenne Imperatrice. Nel 572 l’Italia si trova così divisa in due: una parte sotto la dominazione longobarda, l’altra sotto la dominazione bizantina, e nel 751 i Longobardi riuscirono con Astolfo ad impadronirsi di Ravenna.
Preoccupato per la potenza dei Longobardi, il Papa chiese aiuto al Re dei Franchi Pipino che sconfisse gli stessi restituendo i territori al Papa. Questo, trovandosi nella condizione di dover amministrare grandi territori, designò molti arcivescovi che divennero ben presto dei feudatari mantenendo il loro potere fino al 1100. Ravenna era già allora un noto centro culturale, con una scuola di Diritto famosa in tutta Europa. Dopo il 1100 il potere degli arcivescovi terminò e l’avvento della moneta arricchì mercanti, artigiani e nobili, così che ben presto scoppiarono guerre feroci. Una volta sconfitti imperatori e vescovi si formarono i primi comuni, e il periodo comunale fu politicamente assai confuso. Due famiglie ravennati affermarono la loro potenza sulla città: furono i Traversari prima e i Da Polenta successivamente. In questo periodo di transizione passò lasciandovi indelebile traccia il sommo poeta Dante Alighieri. Nato a Firenze nel 1265 cresce in un ambiente “cortese” tra stilnovisti letterati, poeti e politici. Lasciò Firenze perchè condannato all’esilio, che per lui rappresentò sofferenza ma anche crescita per la produzione letteraria e poetica: nasce così la Divina Commedia.
Negli anni dell’esilio soggiornò in diverse corti e a Ravenna fu ospite dei Da Polenta nel 1318. Morì nel 1321 e fu sepolto nella chiesa dei Frati Minori a Ravenna e la storia dei suoi resti è ancora oggi storia infinita. La sua tomba fu per secoli meta di grandi uomini di lettere e monarchi e ancora oggi il Sepolcro di Dante è visitato da milioni di persone. Intanto, la potenza della Repubblica di Venezia era arrivata anche fino a Ravenna, come oggi testimoniano la Rocca Brancaleone, le due colonne di Piazza del Popolo e il Palazzetto Veneziano sempre nella medesima piazza. Il Papa Giulio II, per recuperare i territori persi a favore dei veneziani, si alleò con Francia e Spagna. Il Papa però si accorse ben presto del raggiro dei francesi che, guidati dal generale Gastone De Foix, annientarono le truppe della Lega Santa. Lo stesso De Foix morì in battaglia per le ferite riportate ed è tutt’oggi ricordato con la Colonnina dei Francesi in zona Madonna dell’Albero dove si svolse la battaglia. Ad una prima vittoria dei francesi seguì nel tempo la riconquista dei territori da parte della Lega Santa che li restituì al Papa.
Non fu questo un bel periodo per la città di Ravenna. Il porto si stava lentamente interrando e i due fiumi Ronco e Montone inondarono completamente Ravenna distruggendo più di 140 edifici, tanto che ancora oggi in Via Salara, presso l’incrocio con Via Cavour, a 2,33 metri dal piano stradale c’è una lapide dove si legge: “A Dì 28 Maggio 1636 sin qui l’acqua arrivò“. Successivamente si allontanarono i due fiumi dalla città e si costruì un nuovo porto che dal Papa regnante prese il nome di Corsini, e fu scavato il canale Candiano per congiungere il mare alla città. L’epoca napoleonica trascorse senza tanti scossoni. Durante il periodo risorgimentale non si può non menzionare la figura del “Passatore”, un traghettatore divenuto poi bandito. Il suo vero nome era Stefano Pelloni ed il suo motto era “Rubare ai ricchi per dare ai poveri”. Nella Romagna soggiogata al dominio pontificio e presidiata dalle truppe austriache nacque così la leggenda-verità del Passatore, che ebbe anche il plauso e la stima di Garibaldi. Anche Garibaldi si è ritagliato un posto nella storia di Ravenna, perchè imbarcatosi a Cesenatico incappò in navi austriache. Metà del suo equipaggio fu catturato mentre lui riuscì a raggiungere le spiagge ma non potè fuggire con il resto dei suoi uomini perchè aveva con se sua moglie Anita morente.
I ravennati per aiutarlo si inventarono la “Trafila”, cioè un insieme di persone che a turno come in una staffetta prendevano in consegna i fuggiaschi e li accompagnavano in un determinato luogo così che altri potevano prenderli in consegna, e in questo modo arrivarono in Toscana. Anita però non ce la fece e morì in un capanno nelle valli di Ravenna. Nel 1859 Ravenna si ribellò al Papa ed agli austriaci e si unì al Regno di Sardegna e successivamente allo Stato Italiano. Con la nascita del Fascismo tutto venne passato al setaccio e controllato, alcuni aderirono al Regime mentre altri lo contrastarono pagando con la vita il loro dissenso. Sotto il comando di Arrigo Boldrini (Bulow) nacquerò gruppi partigiani che si organizzarono in ciò che venne chiamata la “Resistenza”. Dopo mesi di guerra, il 4 Dicembre del 1944 Ravenna fu liberata dagli americani.

Bibliografia:
Ravenna Antica di Martinetti Cardoni
Scritti di Procopio
L’Italia dei secoli bui di Indro Montanelli